C’è un galateo da seguire per gestire le relazioni digitali? Il mondo del web è davvero così pericoloso? Per rispondere a queste e ad altre domande, abbiamo intervistato Rosa Giuffrè, consulente per la Comunicazione Digitale, Formatrice e Blogger. Ma anche autrice e ideatrice di corsi su Social Network, Social Education, Cultura Digitale, Rischi e pericoli della Rete. La sua mission? Valorizzare il modo di abitare il web e i social network per promuovere con efficacia la propria identità digitale e raggiungere obiettivi di business,

Ciao Rosa, benvenuta nel nostro blog! Vuoi farci una piccola introduzione e raccontare chi sei e di cosa ti occupi?

Grazie! Io sono una libera professionista e lavoro su tre ambiti:

  • mi occupo di Consulenza strategica per la Comunicazione digitale (per professionisti e PMI);
  • sono una Formatrice (in aziende, scuole, istituti);
  • sono una blogger, scrivo sul mio blog e su alcuni portali di temi che riguardano la Cultura Digitale e la Social Education.

Con te vorremmo approfondire proprio quest’ultimo tema, molto importante, che poi è anche il titolo del tuo libro: la Cultura Digitale. A che punto siamo oggi in Italia? Si muove qualcosa o siamo ancora a livelli molto “analogici” e poco digital?

L’Italia ha certamente un problema tecnico e strutturale: in molte (troppe) zone ad esempio ancora è difficile la connessione, mancano strutture, fatichiamo.

Io credo però che al di là di questa problematica concreta ci sia un tema più profondo che è la mancanza di cultura del digitale. 

Cultura digitale intesa come conoscenza, consapevolezza del fatto che per applicare la trasformazione in azienda non basta acquistare qualche tablet, ma è necessaria una profonda revisione che parte dall’interno. È necessario trasformare l’impresa in una vera Social Organization che permetta alle persone di essere liberi di utilizzare strutture che possano davvero portare al cambiamento.

Successivamente questa trasformazione deve essere comunicata in modo strategico all’esterno. Oggi più che mai serve “cambiare testa” e capire che i vecchi paradigmi aziendali non possono più essere applicati.

L’azienda è fatta di persone e le persone si relazionano grazie a Internet e ai social. Si tratta quindi di valorizzare la PMI, le sue tradizioni, la sua storicità, attraverso l’uso del digitale. Serve quindi formazione, perseveranza, resilienza e una visione con un approccio al business totalmente nuovo.

In che cosa consiste la Social Education? Esistono delle regole per comunicare?

Ho definito Social Education tutte quelle buone pratiche che chiunque dovrebbe seguire per poter abitare con serenità e sicurezza l’ambiente dei social network.

Si parla spesso di pericoli della rete e di ragazzi, ma sono gli adulti, i tardivi digitali, coloro che hanno più bisogno di capire come relazionarsi correttamente su queste piattaforme. Così come esistono regole palesi o sottintese per comunicare offline, così è necessario oggi più che mai proporre un’educazione alle piattaforme social per evitare comportamenti che rendono questo mondo che io amo, un luogo a volte invivibile.

Non serve avere finalità di business: tutti quanti prima di usare i social per lavoro, siamo utenti e come utenti abbiamo diritti e doveri.

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Chiariamo una volta per tutte: la rete, e soprattutto i social, sono pericolosi per le aziende o sono degli strumenti che aiutano a trovare clienti? In che modo?

La Rete, Internet e i social non sono pericolosi!

Sono le persone che non sanno usarli e credono sia tutto semplice che lo sono! 😊

È l’ignoranza digitale che è pericolosa, è la mancanza di consapevolezza che è pericolosa! Così come sono pericolosi i (purtroppo) molti pseudo-professionisti che riescono a coinvolgere aziende senza portare risultati. Ma perché ci riescono? Perché i piccoli imprenditori non conoscono, si improvvisano e, purtroppo, ci cascano.

Non tutte le aziende devono essere sui social, non tutte trovano i clienti attraverso i social… il punto però è proprio questo: apro un account, una pagina “perché lo fanno tutti” è una grande perdita di tempo che non porta risultati.

Quanti clienti hanno creduto al “dammi 1000 € e da domani sei primo sui motori di ricerca”! Fermarsi e ragionare aiutati da professionisti che ti possono guidare per fare i passi giusti è fondamentale.

Il mio lavoro di consulenza parte da qui, da un’analisi e dall’affiancamento costante col cliente che deve essere sempre aggiornato e deve sapere cosa sto ‘combinando’ a suo nome.

Personal Branding: quanto conta il profilo social? Serve solo ai professionisti?

Anche per questo tema ho coniato una terminologia “social sciatteria”. Cos’è? Il pensare di mettersi sui social network concentrandosi sui profili aziendali senza minimamente curare la propria identità digitale.

Qualsiasi profilo social è fondamentale e lo è per tutti: sei un professionista? Bene, io prima di avere fiducia della tua azienda, voglio percepire fiducia in te: come ti stai presentando? 

Non usi i social per business? Sei un dipendente? Ottimo! Il 90% delle aziende e delle agenzie di selezione prima di confermare un colloquio guardano tutti i profili social (e non solo LinkedIn): sei pronto alla stretta di mano digitale col tuo futuro capo oppure l’ultima foto che hai pubblicato è quella in cui eri ubriaco a un rave party? 😉

Quali consigli condivideresti per realizzare un profilo ben ottimizzato e… presentabile?

Less is more, quindi basta davvero poco:

  • una bella foto aggiornata, chiara credibile;
  • la descrizione di ciò che fai (senza inventarti terminologie o job description impossibili),
  • il luogo in cui operi o lavori.

Poi, ovviamente secondo il proprio obiettivo sarà premura di ogni utente cercare di raccontarsi al meglio.

Se poi parliamo di LinkedIn è necessario completare ogni singola esperienza e fare molta attenzione alle parole chiave che permettano la ricerca del tuo profilo.

Abbiamo una curiosità: qual è il tuo social preferito, se ne hai uno, e perché?

Sai che non saprei? Ho avuto per un bel periodo una grande passione per Pinterest, ma oggi credo che ti risponderei Facebook: luogo speciale in cui racchiudo affetti e relazioni personali e grazie al quale ho incontrato tantissime persone con cui oggi collaboro professionalmente (e molte di queste sono diventate amici veri).

È giunto il momento di salutarci: vuoi condividere con noi una citazione o un pensiero che ti rappresenti?

…mi sembra ovvio 😊 “Il futuro è semplice, è la gente che è troppo complicata!”

scritto da

Giulia Micheletto

Digital Strategist di Taeda Communication


Trasforma gli obiettivi digitali in azioni, con una ricerca costante delle modalità più performanti. Winelover e innamorata del valore delle parole.

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