Nella creazione del proprio brand la condivisione di contenuti gioca un ruolo fondamentale. Un’attività che nel tempo crea un forte legame con le persone, in cui articoli, immagini e video rappresentano uno straordinario veicolo.

Ma in che modo possiamo ottenere lo stesso comportamento rispetto a quanto prodotto da noi? Partiamo da un presupposto: la maggior parte delle persone utilizza i social per interagire con gente conosciuta, non con un marchio o più in generale un’azienda.

Il lato “negativo” è la creazione di una sorta di mentalità di gruppo, in virtù della quali acquisire informazioni senza filtro (spesso sbagliate, v. bufale). Ma tornando alla condivisione in sé, il fattore principale che induce ad effettuare un’azione di questo tipo è la stima riposta in noi e nella nostra reputazione. In parole povere… So chi sei e ciò che pubblichi è un valore.

Da una breve analisi possiamo dare per accertata la tendenza a condividere contenuti in grado di definire o meglio rappresentare la nostra personalità; contenuti divertenti, cause o situazioni che ci stanno particolarmente a cuore.

Ma in soldoni, cosa rende un contenuto virale? Innanzitutto, è bene ricordare che se qualcosa “è diventato virale” significa che è stato accolto e condiviso da un pubblico ampio. E in un momento storico in cui il marketing non può prescindere dal content, si tratta di un obiettivo importante.

Possono essere virali un post del blog, una foto, un video, uno status, a patto che siano stimolanti, controversi, divertenti o che le persone sentano il bisogno di parlarne. L’emozione è senza dubbio l’elemento-chiave: il pubblico deve immedesimarsi, sentirsi coinvolto in prima persona. Allo stesso modo, più un contenuto è pratico ed utile e maggiore sarà la possibilità di condivisione.

Comprendere le caratteristiche di un contenuto virale può dare una grossa mano, al fine di replicarne i tratti distintivi. Social media, tono di voce e design contribuiscono sulla resa finale, come potrai scoprire scaricando questa infografica realizzata da ProBlogger.

Perché condividiamo un contenuto? Perché è semplicemente esilarante, talmente divertente da meritare di esser visto da altri; perché è stupefacente al punto da farci restare a bocca aperta; perché ci tocca a livello di stato d’animo, e vogliamo diffondere la nostra esperienza oltre i confini personali; perché è rappresentativo della nostra visione delle cose, racchiudendo i valori e rafforzando il punto di vista; perché fa riflettere, ponendo grandi interrogativi; perché non menzionato dalle fonti abituali; perché è imbarazzante o provocatorio.

Che un contenuto sia virale o meno non si può dunque prevedere: sarà il pubblico a renderlo tale, ma se tocchiamo le corde giuste il risultato è presto ottenuto. Tutto grazie ai social, mezzi di diffusione dal potenziale esagerato.

Viralità, rischio o opportunità? I post diffusi sulle nostre bacheche aiutano a costruire la percezione che gli altri hanno di noi. In pratica, siamo i contenuti che produciamo.

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scritto da

Simone Puliafito

General Manager di Taeda Communication


Impegnato nel coordinamento delle risorse umane e nello sviluppo del business aziendale, è il fondatore dell'agenzia. Il suo motto? "Stare sempre sul pezzo!"

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