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Attrarre, convertire, vendere, fidelizzare: questi i quattro pilastri della strategia che ogni azienda dovrebbe percorrere per farsi conoscere e trovare clienti mediante il web.

Passaggi che, mediante strumenti adeguati come sito web e social, uniti a grande costanza, permettono di raggiungere l’obiettivo della vendita su internet.

Ne abbiamo parlato con Martina De Nardi, freelance specializzata in Inbound Marketing.

Ciao Martina, piacere di averti ospite nel nostro blog! Vuoi raccontarci chi sei e di cosa ti occupi?

Grazie a voi per l’opportunità di essere presente sul blog di Taeda!

Mi presento subito: mi chiamo Martina e sono una libera professionista (o freelance, come suona meglio) che si occupa principalmente di Inbound Marketing. Ho iniziato questo percorso a partire da settembre 2014 e sono stata costantemente in evoluzione a seconda delle attività, degli studi, delle persone e delle possibilità che il web mi ha permesso di trovare!

Il mio sito www.martinadenardi.it apre le porte proprio in quel periodo, ed è cresciuto con me e con i lettori che a poco a poco hanno iniziato ad essere sempre più numerosi. Nel corso di questi due anni ha visto diversi cambiamenti, di cui l’ultimo pochi giorni fa!

Cambiarlo per me significa far fare un salto avanti anche nella mia professionalità, dandogli la spinta di cui ho bisogno per iniziare la nuova stagione alla grande.

Tra le tante tue specialità, vogliamo chiederti un paio di cose sull’Inbound Marketing: ci spieghi brevemente di cosa si tratta?

Oggi la mia specializzazione è soprattutto legata all’Inbound Marketing: mi occupo di seguire l’imprenditore o il professionista con la necessità di farsi conoscere e trovare nuovi clienti grazie al web, sfruttando i contenuti di qualità e il proprio personal brand.

L’inbound segue un percorso ben preciso per il raggiungimento degli obiettivi previsti, che può essere riassunto in quattro parti:

Attrarre > canali social e sito web sono gli strumenti più importanti che devono essere curati per richiamare l’attenzione dell’utente che ancora non ci conosce.

Convertire > il fulcro della comunicazione Inbound è il blog, attraverso il quale possiamo coinvolgere gli utenti sui contenuti pubblicati per portarli a lasciarci un prezioso indirizzo email.

Vendere > l’email marketing favorisce il percorso che porta un semplice contatto a diventare un vero e proprio cliente.

Fidelizzare > la parte migliore è qui: non dobbiamo puntare sempre e solo su nuovi clienti, ma trasformare quelli esistenti in promotori del nostro business. Nel momento in cui impostiamo questo percorso chiaro e definito per l’utente che non ci conosce, abbiamo fatto centro.

Quindi sul web si vende?!

Altroché se si vende! Basta saperlo fare e soprattutto basta dedicare tempo e risorse con costanza. Purtroppo incontro ancora oggi realtà aziendali che fanno fatica a comprendere il lavoro enorme che si cela dietro un semplice blog o una pagina Facebook.

Nel mio lavoro la difficoltà principale è proprio legata alla cultura digitale: far capire a chi ho davanti quanto lavoro c’è dietro ad ogni singola attività e che quindi richiede risorse interne dedicate. Nella maggior parte dei casi quella risorsa non esiste, e lì sta il problema maggiore.

Per rispondere in maniera completa alla tua domanda però sì, si vende su internet, e si vende veramente di tutto! Resto legata al mio percorso professionale dicendo che in questi mesi ho venduto (e continuo a vendere) il mio lavoro senza sforzi.

Le azioni che ho messo in pratica mesi e mesi fa mi stanno portando contatti e richieste adesso! È questa la potenza dell’Inbound ed è qui che molte aziende non capiscono: si limitano a guardare cosa succede nell’arco di 3-4 mesi senza avere obiettivi, strategie integrate e risorse dedicate interamente a quello.

Secondo te, per una PMI o per una realtà imprenditoriale con budget limitati, quali canali sono fondamentali da presidiare per essere visibili e rintracciabili sul web? Un blog, un sito, un social media specifico, tutti i canali social?

Se una PMI ha un budget limitato a mio avviso dovrebbe investirlo in formazione interna. Per sapere dove andare bisogna avere quanto meno un’idea della strada, e se siamo bravi partiamo pure con un navigatore che ci indica quanto ci mettiamo e quale sarà il tragitto.

Lo stesso vale per il digitale: avendo la risorsa interna è importante che sappia come raggiungere l’obiettivo e abbia già un’idea di cosa significhi lavorare su Facebook o su LinkedIn.

Il percorso prende poi forma con l’esperienza, lo studio continuo e la creatività! Rimane il fatto che nel caso in cui non ci sia la risorsa interna dedicata, l’azienda può comunque lavorare partendo dal sito in primis, la vetrina di presentazione fondamentale per chiunque cerchi info sui servizi/prodotti offerti.

Farei inoltre investire quei soldi nella realizzazione di un blog per migliorare visite e posizionamento, e per quanto riguarda i social tutto dipende dagli obiettivi e dal Buyer Persona su cui vogliono puntare. Usare tutti i social perché così fanno anche gli altri è sicuramente la strada più sbagliata da prendere.

Una piccola curiosità: qual è il tuo social media preferito e perché?

Se me lo avessi chiesto qualche mese fa ti avrei risposto LinkedIn, assolutamente! Ma da qualche tempo il social che mi sta prendendo molto è Snapchat.

Ho scoperto un mondo che inizialmente pensavo fosse solo per ragazzini nullafacenti; in realtà ti permette di entrare in contatto con la quotidianità di un numero infinito di persone, tutte uniche nel loro genere e speciali da seguire.

Ho conosciuto professionisti in ambito digital, imprenditori, motivatori, psicologi, scrittori, attori e molti altri. E il fatto che ogni storia sia in tempo reale ti permette di entrare veramente in contatto con quella persona, molto più che su altri social dove l’immediatezza c’è ma è meno spontanea.

È un social semplice, immediato e simpatico… per un’azienda a mio avviso può essere un grande successo…. ma forse l’Italia non è ancora pronta per un passo del genere! Vedremo 🙂

Ti consiglio di leggere: Snapchat: cos’è e perché integrarlo nella tua strategia

Personal Branding per professionisti: un paio di consigli base e pratici per risultare attrattivi e trovare clienti sul web?

Blog e Linkedin per me sono stati indispensabili!

Trovare clienti online richiede due cose in particolare: visibilità e networking. La prima la ottieni dando il meglio di te attraverso un tuo canale di comunicazione, come un blog, dove puoi pubblicare contenuti di qualità e raggiungere un pubblico infinito di persone.

Fare networking invece, significa creare delle relazioni online che possono concretizzarsi offline. E non devono essere per forza potenziali clienti: le opportunità possono arrivare anche dai nostri “competitors”, che tanto competitors non sono alla fine, perché diventano nostri collaboratori o colleghi.

Il mondo è sempre più connesso e come persone dobbiamo seguire quest’onda! Essere gelosi delle nostre conoscenze con la costante paura di venire derubati di un qualche know-how, è del tutto controproducente e produrrà l’effetto contrario a quello voluto.

Secondo la tua opinione, che direzione prenderà la comunicazione digitale del futuro?

Sarà sempre più umana e immediata. Riprendo il discorso Snapchat perché lo vedo molto come social del futuro, sempre più presente nelle nostre vite: quando internet non c’era il mondo era piccolo e limitato alle conoscenze di paese.

Con internet si è allargato, ci ha permesso di conoscere la professionalità di persone dall’altra parte del mondo. Nel futuro secondo me ci saranno ancora meno barriere e si entrerà nella quotidianità della vita di una persona.

Parlando di questo è meglio che faccio un riferimento anche al discorso privacy: dato che c’è sempre più intrusione nel nostro piccolo mondo, è fondamentale sapere che tipo di strumento stiamo usando.

Ciò che pubblichiamo ha delle conseguenze, positive o negative, e dobbiamo prendere atto di entrambe queste possibilità. Ecco perché la cultura digitale deve continuare a insistere!

Dulcis in fundo: ci lasci con una citazione che ti rappresenti?

“Una giornata senza amore e senza una risata, è una giornata sprecata”: ho imparato a prendermi meno sul serio in questi due anni di lavoro, ho capito che per molte cose ci facciamo talmente tanti problemi che finiamo per non goderci neanche il lavoro che ci piace.

Per quanto mi riguarda adoro il mio lavoro e sono contenta di quello che ho creato e delle relazioni che ho instaurato, ma rifiuto di ritrovarmi di nuovo oppressa da tutto questo per colpa di stress, clienti al di fuori della mia portata o altro.

Nella nostra giornata dobbiamo dare spazio anche al sorriso, al divertimento e un po’ d’amore, altrimenti che gusto c’è?

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scritto da

Giulia Micheletto

Digital Strategist di Taeda Communication


Trasforma gli obiettivi digitali in azioni, con una ricerca costante delle modalità più performanti. Winelover e innamorata del valore delle parole.

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